300 – Maurizio Colombo e Giovanni Bruzzo – C’era una volta a New York (Mister No)

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portrait (1)“Questi soldi sono sporchi! E bisogna che siano toccati da mani sporche quanto loro!”

(Frankie “Messacantata”, dando la mazzetta a un poliziotto)

 

 

Maurizio Colombo è uno sceneggiatore fuori dagli schemi; lavora come redattore alla Sergio Bonelli, dove ha iniziato scrivendo le sue prime cose per Zagor, Nick Raider e Mister No, fino a creare, in tandem con Mauro Boselli, la serie mensile Dampyr. Ma, in oltre vent’anni, mentre i suoi colleghi scrivono di continuo storie a cadenze mensili o bimestrali, lui se ne sta tranquillo, pacato, nel suo piccolo ufficio di via Buonarroti, accerchiato da libri, fumetti, fotocopie di tavole originali, e scrive sul suo computer.

Con un piccolo particolare: scrive raramente storie a fumetti. Ed è un vero peccato perché è come se Colombo, come sceneggiatore, avesse una marcia in più in quanto riesce a costruire storie di grande fascino utilizzando tematiche già ampiamente sfruttate nei fumetti.

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C’era una volta a New York rappresenta un perfetto esempio di quello che ho appena detto. Colombo costruisce un affascinate e nostalgico viaggio di Jerry Drake (Mister No) nella propria infanzia, vissuta nella zona nord di Manhattan nelle vicinanze di Harlem. Siamo nella seconda metà degli anni ’30 e il giovanissimo Jerry vive la sua vita in mezzo a teppistelli di mezza tacca e senza futuro. Vedrà il suo miglior amico venir ucciso da un balordo, aspirerà a diventare un gangster come il suo mentore, riuscendo a capire da sé quale sarà la giusta strada da percorrere. Il tutto narrato sull’onda dell’amarcord da un Jerry adulto che ripercorre i posti della sua movimentata giovinezza. Molti avranno da ridire su questa mia scelta. Sento già i fan puristi di Mister No e del suo creatore, Guido Nolitta (Sergio Bonelli) urlare a squarciagola che avrei dovuto inserire in 300 alcune tra le più note avventure di Jerry Drake, tipo Il Re del Sertao oppure la fascinosa Magia Nera. Ma la storia di Colombo è trascinante, senza cadute di ritmo e, se vogliamo, fondamentale per capire le origini di un personaggio così fuori dagli schemi come Mister No. In essa confluiscono tutte le passioni cinematografiche dello sceneggiatore che ne fanno quasi un film prestato al fumetto, tanto che i riferimenti al cinema sono evidenti fin dal titolo; dai film di Leone alle pellicole gangster hollywoodiane, passando per i classici del cinema muto come Ali di William Wellman che accresce la passione dell’aviazione nel giovane Jerry.

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Ma quello che veramente colpisce è la galleria di personaggi che Colombo imbastisce in quasi trecento pagine, tra i quali spicca il miglior cattivo dal cuore d’oro degli ultimi tempi, Frankie “Messacantata”, un sorta di Robin Hood che non perdona gli infami e protegge gli indifesi; e poi  Treno il boxeur da strada dotato di grande umanità, i fratelli Jenkins, tre carogne cha gareggiano per brutalità e viscidume, la zia di Jerry che aspetta con ansia il fratello combattente nella guerra di Spagna (sbandierata fin dalle prime vignette) e deve sopportare un marito poliziotto violento e “incorruttibile” e, infine, l’aspirante genio musicale Ray Dubois che accompagna questo amarcord con note di musica jazz. E la musica è un elemento importante in questa storia dove riecheggia spesso la mitica When the Saints Go Marching In che il nostro canticchia anche quando viene frustato dallo zio manesco, come antidolorifico.

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E in un’avventura così ricca di azione ed emozione non poteva mancare l’amore del piccolo Jerry per Lizzie, amore non corrisposto come la maggior parte degli amori giovanili, pieni di delusione e rancore che il nostro si porterà dietro non senza una buona dose di risentimento.

Mister-No-New-YorkI disegni di Giovanni Bruzzo fanno il resto, ricostruendo perfettamente l’atmosfera retro da film gangsters e immergendo il lettore in quel tanfo nauseante tipico dei quartieri popolari della grande mela.

Uscita come speciale fuori collana questa storia si stacca nettamente dalle altre dell’eroe ecologista a cui siamo abituati offrendoci una storia tra le migliori di casa Bonelli degli ultimi anni. Un vero e proprio affresco storico che una volta letto non si dimentica. Così come non si dimentica l’urlo di Jerry alla morte del suo mentore di strada, capace di una sola parola: papà!

 

Curiosità: Il gangster Frankie “Messacantata” è ispirato all’attore Christopher Walken ma la risata è palesemente rifatta sul modello Jack Nicholson/Joker. Il sicario mafioso Carmine detto Zanzara ricorda invece il personaggio di Mabuse del fumetto L’uomo di Chicago di Alfredo Castelli e Giancarlo Alessandrini.

Altre edizioni: Nessuna, purtroppo, oltre quella consigliata.

http://nedbajalica.blogspot.it/

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