Almanacco del Mistero – 2014

La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole,
col suo fascio dell’erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole…

Così inizia Il sabato del villaggio di lepoardiana memoria; emblema delle attese disilluse, dei sogni infranti. Il preludio alla domenica, infatti, è giudicato ancor meglio del giorno di festa stesso, in quanto, secondo questa filosofia, l’attesa, il pregustare, è migliore dell’evento, del gusto stesso provato nell’ambito giorno. In realtà si tratta anche di un’allegoria sulla giovinezza e sull’età adulta. Chi, invece, attende con ansia l’uscita bimestrale di uno dei libri della collana almanacchi non rimane mai deluso. “Il mazzolin di rose e di viole” profuma ancora al momento dello sfoglio come il fantastico odore della carta patinata da cui l’albo è composto. Anche questo Mistero 2014 è un fantastico volume pregnante di informazioni, curiosità, recensioni; raccontate con il sano spirito giornalistico bonelliano. Quel piglio divertente e chiaro dal vocabolario giustamente forbito. Dal ritmo narrativo. L’Almanacco del Mistero crea suspence in un arrocco di Re e Torre dove il Re è la notizia e la torre l’intreccio.

Maurizio Colombo la fondamentale – per la letteratura di genere – partogenesi e la vita dei racconti Pulp – come non ricordarsi Doc Savage e The Shadow su tutti – , basta leggere l’incipit per capire che si tratta di un dossier interessantissimo:

I FIGLI DELLA POLPA

Erano tempi di gesta epiche e meravigliose. Tempi in cui gli eroi, non ancora super ma quasi, offrivano emozioni intense e irripetibili, in cambio di appena dieci centesimi. I loro creatori erano veri e propri forzati dell’intreccio e dei colpi di scena, pagati nemmeno un centesimo a parola e costretti, come gli schiavi delle galere, a stare perennemente chini non sui remi, ma sui tasti di scassate macchine per scrivere. Il loro obiettivo: rendere la vita di tutti i giorni più sopportabile.

Tra la Prima Guerra Mondiale e la fine della Seconda, il pubblico americano, specialmente durante la Grande Depressione, era schiacciato da una realtà soffocante senza apparente o facile via di fuga, dove era un miracolo riuscire a mettere insieme il pranzo con la cena. Mentre la povertà e il disagio civile dilagavano nelle strade, l’unica consolazione era offerta dalle evasioni a basso prezzo che venivano giornalmente spacciate sugli schermi cinematografici per mezzo di commedie sofisticate nelle quali Fred Astaire e Ginger Rogers volteggiavano, sfoggiando lussuosi abiti da sera e sorseggiando coppe di champagne.

Ogni chiosco era ricoperto di copertine coloratissime e sensazionalistiche in cui giustizieri mascherati salvavano belle ragazze – con gli abiti strappati nei punti giusti per solleticare i bassi istinti senza incappare in castighi censorii – finite nelle grinfie di energumeni dalle fattezze bestiali. I titoli, poi, lasciavano capire senza ombra di dubbio ciò che aspettava il lettore all’interno della rivista: Super Science Stories, Magic Carpet, Jungle Stories!, Hollywood Stories, Doc Savage, The Shadow, The Spider… Dentro si potevano trovare avventure dai titoli invoglianti quali The Black Devil’s Bed! (Il letto del Diavolo Nero!), The Monsters of the Sargasso Sea! (I mostri del Mar dei Sargassi!), Buried Me Alive! (Mi hanno sepolto vivo!), Blazing Colts in the Afternoon! (Colt roventi nel pomeriggio!), tutti con il punto esclamativo finale obbligatorio, tanto per renderle ancor più eclatanti.

I servizi di Gianmaria Contro sulle città impossibili e di Giuseppe Lippi sul fenomeno della letteratura mondiale Geroge R.R. Martin non sono da meno e completano la seconda parte dell’Almanacco.

Le rubriche raccontano, con la sopracitata Vis, la rassegna dell’annata di genere di Libri, Fumetti, Film, Videogiochi e Telefilm. L’interessante editoriale firmato dal curatore, Graziano Frediani, si intitola Gnomi e Cognomi (no! non è un errore), a chi legge il semplice gusto di capire perché!

L’accoppiata Castelli – Alessandrini confeziona una storia del BVZM (Buon Vecchio Zio Marty – Martin Mystere) dal sapore nostalgico strizzando l’occhio all’articolo di Colombo. Una storia riuscita dal ritmo incalzante che mostra i due autori in grande spolvero.

Come al solito splendide le illustrazioni di Aldo di Gennaro che firma anche una parte dell’ottima copertina.

Imperdibile per chi, fan del sabato dell’attesa, voglia anche godersi la domenica dell’uscita!

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