300 – J.M. DeMatteis e Sal Buscema – Il bambino dentro (L’uomo Ragno).

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portrait“Solo tu e io caro vecchio amico… Non Goblin e L’uomo Ragno. Niente maschere qui. Ora capisco tutto. Ci siam nascosti dietro delle maschere per parecchio tempo.”

(Harry Osborn/Goblin)

 

È fantastico poter introdurre Spidey nella biblioteca di 300 con un’opera che non viene citata spesso ed è rimasta un po’ dimenticata, almeno rispetto ad altre di certo meritevoli della gloria e del successo che hanno reso l’Uomo Ragno il mito che tutti oggi conosciamo. Persino il sottoscritto stava per dimenticare questa bellissima storia. Non avevo pensato a Il bambino dentro perché avevo deciso d’introdurre l’eroe in calzamaglia telata con un’altra opera del medesimo autore, quel J.M. DeMatteis de L’ultima caccia di Kraven, una delle storie più belle e inquietanti dell’uomo ragno.

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Fortuna che, parlando di 300 con un mio amico che gestisce una fumetteria e prospettandogli la mia idea d’introdurre L’uomo Ragno con la saga di Kraven, mi son visto tirare fuori l’unica edizione  esistente in Italia de Il bambino dentro, mentre il mio amico mi diceva che per lui quella era una delle storie più belle di Spidey. Ed ecco quindi la mia decisione di accantonare (momentaneamente ovvio) l’ultra noto ciclo di Kraven per descrivere la bellezza e anche l’importanza dell’opera scritta da DeMatteis e illustrata dal bravissimo Sal Buscema. Un’opera che per certi versi si riallaccia al precedente capolavoro di DeMatteis, dove ritroviamo uno dei tre personaggi principali de Il Bambino dentro: Vermin. Gli altri due sono Il Goblin e naturalmente l’Uomo Ragno. Tutti e tre, insieme per una volta, alle prese col passato, con la loro infanzia, con il complesso rapporto coi genitori in cui predomina senza dubbio la figura paterna. Soprattutto, DeMatteis descrive il loro rapporto con l’infanzia, facendo parlare il bambino che è dentro ognuno di loro (e dentro ognuno di noi). Ci presenta un Peter Parker teso, angosciato, irritabile, che non riesce a essere se stesso, ossessionato da Vermin, libero in città pronto a colpire con la sua brutalità. Vediamo un Uomo Ragno che non vuole comprendere ma solo agire, fermare quel nemico che considera un mostro, senza voler conoscere i motivi che l’hanno reso tale. A far questo giunge l’importante figura della psichiatra Ashley Kafka, intenzionata ad aiutare Vermin il quale, in passato, altri non era che Edward Whelan, un bambino vittima degli abusi sessuali del padre.

spIn tutto questo, il debole Harry Osborn, figlio di Norman Osborn, investito dai ricordi di un padre autoritario e malvagio, cerca di tenere lontana quella stessa malvagità da cui si sente dominato, così da poter essere un buon padre di famiglia; ma la rabbia repressa verso l’Uomo Ragno farà ritornare Goblin in circolazione. Davvero un’opera complessa, dove si parla di bene e male, di tormenti e colpe, di mostri ed esseri umani; ma soprattutto si parla di padri e figli, dei rapporti che inducono ad amarli e ad odiarli, dei sensi di colpa verso il padre e la madre (morti quando Peter era piccolo) che non fanno vivere a Peter Parker una vita normale, dell’amore/odio che Harry prova per suo padre, per la rabbia e la pietà che inducono Vermin a non uccidere quel padre, giudice e pedofilo, considerato uomo rispettato e rispettabile; lui si un vero mostro. DeMatteis narra tutto questo con un sapiente uso del racconto a sfondo psicoanalitico in quella che è, forse, l’avventura più realistica dell’Uomo Ragno, in cui i duelli con il Goblin non sono che un mero pretesto per creare un po’ d’azione in una storia dove il dramma familiare e il risvolto psicologico sono i veri protagonisti. E inserire questo piccolo capolavoro in 300 mi da la possibilità di spendere qualche riga su Sal Buscema, fratello del più arcinoto John, e forse per questo un po’ accantonato da critica e pubblico almeno in Italia; essere fratelli di uno degli artisti determinanti dell’epopea Marvel non è cosa da poco, ma Sal è riuscito a distaccarsi nettamente non solo dal fratello, ma da tutti i vari colleghi che hanno cercato d’imitarlo invece d’intraprendere un loro percorso stilistico. Sal Buscema l’ha fatto e gli è riuscito perfettamente. E insieme a J.M. DeMatteis ha dato vita a un’opera unica nel fumetto supereroistico.

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Altre edizioni: Incredibile a dirsi ma esiste solo quella consigliata, pubblicata dalla Star Comics nel 1993. Esiste anche una variant cover (quando le variant in Italia si facevano in occasioni speciali e non come oggi che si fanno variat per qualsiasi supereroe) realizzata per Lucca ’93.

http://nedbajalica.blogspot.it

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