300 – Stefano Tamburini e Tanino Liberatore – Ranxerox

ranxerox_copertina

tamburin e liberatorei16“Il regista di Termintor come minimo avrebbe potuto offrirmi un caffè!”

(Stefano Tamburini a proposito di Ranxerox)

 

Lo dico senza timore d’essere smentito: Ranxerox è un capolavoro fuori dal comune.

Un fumetto che leggi, osservi vignetta per vignetta e una volta finito vuoi essere ancora immerso in quel mondo assurdo, bestiale, contorto partorito dalla geniale mente di Stefano Tamburini e dai magici pennelli di Tanino Liberatore.

 

 

Apparso per la prima volta sulla rivista Cannibale nel 1978 con il nome Rank Xerox, questo androide coatto fu inizialmente realizzato da un Tamburini poco più che ventenne con uno stile underground abbastanza acerbo. Successivamente vennero in aiuto gli amici Tanino Liberatore e Andrea Pazienza e la qualità artistica del fumetto migliorò notevolmente. Ma fu solo con la nascita della rivista Frigidare, al cambio di nome del personaggio in Ranxerox (in seguito alla denuncia da parte della società di macchine fotocopiatrici Rank Xerox, che diffidò gli autori a usare il loro nome) e alla svolta artistica che vide Tamburini ai testi e il solo Liberatore ai disegni – che il fumetto diventò quel prodigio artistico e narrativo ancor oggi ineguagliato.

ranx9Il primo memorabile episodio, riproposto in questa bella edizione dagli Editori del Grifo, è ambientato in una Roma futuristica e disumana. È qui che passano le loro giornate la tredicenne tossica Lubna e il suo uomo Ranxerox, un androide creato da uno studentello con i pezzi di una fotocopiatrice e di lei innamorato perso a tal punto che farebbe qualsiasi cosa per renderla felice. ranx-incazzaroE la felicità di Lubna, tossica nevrotica, è solo quella di farsi e tocca a Rank procurare le dosi e soddisfare così il desiderio della sua fidanzatina. Ma quando Lubna viene rapita niente potrà fermare la sua sanguinaria brutalità che da Roma lo porterà fino a Manathan dove, in una memorabile scena che rifà il verso ai film di Fred Astaire,  si riprenderà la sua Lubna.

Violenza, sangue, sesso e droga si sposano perfettamente con una fantascienza in cui le città come Roma sono delle megalopoli suddivise in livelli e sovraffollate di teppistelli, drogati, puttane, ragazzini dotati di un’agghiacciante precocità  ma anche gente rispettabile che nasconde una brutale pazzia; gente che fa di queste città un luna park di violenza e disumanità meravigliosamente rese dai disegni iperrealistici di Liberatore (che fa scuola a tutta una futura generazione di disegnatori senza essere mai eguagliato), che riprende il vecchio Ranxerox disegnato da Tamburini e ne fa un bestione pieno di muscoli e violenza. Ma il vero genio di Ranxerox è nelle storie di Stefano Tamburini, che con questo fumetto politicamente scorretto e dai dialoghi violenti e brutali (oltre ogni limite consentito agli inizi degli anni ’80) ma usati sempre con ironica intelligenza, scolpisce il suo nome tra i grandi protagonisti del fumetto mondiale, creando una sequenza di personaggi di contorno senza eguali: oltre alla tredicenne tossica Lubna, sono da ricordare almeno Raniero, l’artista telepate tossicomane che dipinge circuiti elettronici, suo figlio Giorgio Fox, un diciassettenne che vanta d’essere il più autorevole critico d’arte della capitale, Martina, un’amichetta di Lubna che studia bioelettronica e il miliardario Mister Volare, una specie di pazzoide perennemente mascherato che adora Fred Astaire e vive in una Lampedusa da lui comandata.

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Le storie di Ranxerox continueranno con altre due memorabili avventure che s’interromperanno a causa della prematura scomparsa di Tamburini, avvenuta a soli trentuno anni presumibilmente per overdose. Il suo corpo fu rinvenuto a dieci giorni dal decesso. Una storia che ancora oggi lascia l’amaro in bocca e che ci fa rimpiangere la morte di un genio la cui mente avrebbe potuto partorire chissà cos’altro nel corso degli anni. Ma anche solo con Ranxerox il grande autore romano ha fatto la storia, tutt’oggi continua a farla e per sempre la storia del fumetto lo ricorderà.

Come del resto succede a un vero e proprio capolavoro.

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Curiosità: Quando venne creato con il nome Rank Xerox, la redazione della rivista Il Male si vide recapitare una lettera dalla nota azienda di fotocopiatrici preoccupata per il fatto che il proprio marchio potesse essere accostato ad un personaggio “le cui imprese sono un concentrato di violenza, oscenità e turpiloquio”. Da genio qual’era Tamburini, la sua risposta fu immediata, sulle pagine della rivista e per bocca del suo personaggio: “E io me vedrò costretto a romperve er culo!”.

 

Altre edizioni: Oltre alla presente, ben curata con un’introduzione e vari sketch di Liberatore, questa prima storia di Ranxerox fu pubblicata dalla rivista Frigidaire in quattro puntate e poi racchiusa in un volume brossurato pubblicato nel 1987. Recentemente è stata anche inserita nel volume Frigidaire e dintorni. Quei cattivi ragazzi pubblicato come supplemento del Corriere della Sera nel 2009.

http://nedbajalica.blogspot.it

 

 

 

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