300 – A. Pazienza – Andrea Pazienza

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in-foto-Andrea-Pazienza“… Grossi mastini… abilissimi cacciatori… eravamo a questo destinati io e mio fratello, perciò, dopo averci scorciato le orecchie e tagliata la coda, al latte di elefante s’iniziò a mescolare sangue fresco di cavallo, e ci nutrivamo di quello!”

(da Storia di Astarte)

 

La casa editrice Comic Art, checché se ne dica, ha prodotto davvero dei bei libri.

Ha ristampato in maniera sublime il Gordon di Raymond, è stata l’unica fino a questo momento a pubblicare nel nostro paese Male Call di Milton Caniff, insomma si è data da fare per farci conoscere i migliori fumetti del passato nel costante rispetto delle loro caratteristiche editoriali, curandone l’edizione e la qualità di stampa. Ma anche per il fumetto più recente (parliamo degli anni ’80/’90) la casa editrice di Rinaldo Traini s’è data da fare: Ortiz, Brandoli, Serpieri, Giardino, Abulì & Bernet, Herman e molti altri andavano ad adornare una serie di belle edizioni cartonate (e brossurate) che, a un prezzo contenuto, offrivano il meglio del fumetto italiano e internazionale. Anche Andrea Pazienza, a un anno dalla prematura scomparsa, ebbe il suo bel libro. E che libro. In appena cento pagine sono racchiuse storie in paz3bianco e nero e a colori, illustrazioni, vignette e quant’altro. E delle sei storie presenti, se anche ci fosse solo quella finale, Storia di Astarte, il libro sarebbe un capolavoro. E invece c’è anche la più bella avventura di Zanardi, Il Torneo (conosciuto anche come Zanardi Medievale) e onestamente non si può chiedere di più. Dopo una bella introduzione di Beniamino Placido entriamo immediatamente nel mondo di Andrea  Pazienza con la storia breve Porci, un riscaldamento per il lettore, in vista delle successive 26 tavole che rappresentano un susseguirsi di emozioni artistiche che ha davvero pochi eguali nella storia del fumetto.

Zanardi – Il Torneo non è solo un semplice fumetto. È anche pittura, architettura, umorismo, azione, storia, dramma, visti attraverso gli occhi del grande artista pugliese che ci bombarda con una sequenza d’immagini senza precedenti: i nostri occhi passano da vignettone giganti a tavole con più vignette talvolta realizzate con un iperrealismo estremo che d’improvviso si trasforma in semplice vignetta, con colori che spaziano dai semplici pennarelli a spirito fino all’acquerello e la tempera e chissà cos’altro, sfoggiando tecniche pittoriche degne di entrare nei libri di storia dell’arte. Insomma il sogno del malefico Zanardi si trasforma in un insieme d’immagini e suggestioni che non ci danno il tempo di respirare e quando si porta a termine la lettura pare di essere stati catapultati fuori da un vortice artistico a 360 gradi.paz1

Riprendiamo fiato e ci divertiamo leggendo la Storiella Bianca e La logica del fast food, in cui ritroviamo Zanardi e compagnia bella, per poi tuffarci nuovamente nell’ultima storia di Paz rimasta incompiuta per la sua tragica morte: la storia di Astarte, cane del condottiero cartaginese Annibale le cui avventure sono viste e narrate proprio dal suo fedele amico.paz5

Inutile dire che il disegno dell’artista e l’originalità della storia lasciano davvero stupefatti, per ritmo, inquadrature, maturità stilistica e ricerca grafica percepibili in ogni vignetta in cui scorre la vita di Astarte; da cucciolo fino all’addestramento per gli scontri in battaglia, veniamo colpiti dalla su ferocia che si contrappone alla sua paura fino alla sua bellissima amicizia con Annibale, densa di grande umanità. Ed è in questa storia più di tutte che possiamo davvero vedere l’amore che Pazienza nutriva verso gli animali, l’abilità artistica con cui riusciva a disegnarli, quasi una simbiosi artistica. Il perché delle Anatre conclude questo volume imperdibile.paz8

A volte non ci sono parole per descrivere i capolavori.paz4

Su Andrea Pazienza è stato detto tutto e di più. Credo che le varie ristampe a cui è soggetta la sua opera ne fanno l’autore di fumetti italiano più amato anche dalle giovani generazioni.
Questo libro dà un’idea del suo genio, (ma in una biblioteca essenziale del fumetto ci sarà posto per altre sue opere) perché vi è condensato tutto il suo folle universo artistico fatto di storie realistiche, grottesche e umoristiche narrate sempre con una personalità che è stata eguagliata solo da pochi. Col nuovo millennio è stato dato il via anche a una serie di ristampe correlate con ogni sorta di sketch book, studi preparatori e inediti che si riuscissero a trovare che altro non hanno fatto che evidenziarne il talento disumano. Ma forse Paz realmente non faceva parte di questo mondo. Un talento come io suo appartiene solo agli onnipotenti.

E Andrea Pazienza era onnipotente.

 

Curiosità: Come Storia di Astarte, anche Il Torneo avrebbe dovuto avere un seguito. Nel presente volume è riportato lo story board previsto per il penultimo capitolo di questo delirante viaggio nella storia di Zanardi e company.

 

Altre edizioni: Del presente volume esiste anche una versione brossurata. Ma di Pazienza è stato ristampato praticamente tutto. Segnalo Storia di Astarte a opera della Fandango libri la quale ha pubblicato anche il volume Zanardi 2 che comprende Il Torneo, la storiella Bianca e la logica del fast food.

Le opere di Paz possono essere recuperate anche nelle edizioni della Baldini & Castoldi  e in quelle della Milano libri.

http://nedbajalica.blogspot.it

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