7 marzo in libreria: «Miracoli sbagliati» di Sebastiano Mondadori

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Quando arrivano, i miracoli sbagliati accorciano la vita nell’immagine

della sconfitta, e vanno consumati fino in fondo prima di accettare un

altro passato. Se ne accorgono di colpo Giovanni e Margherita, che

hanno smesso di essere bambini. Non saranno più vicini come quando

erano divisi dalla siepe di un giardino estivo in Versilia.

Eccoli adulti, persi nelle loro carriere amorose di tentativi di

felicità, promesse, tradimenti. Ma fino a che punto impariamo gli

altri dai loro falsi d’amore?

Per Giovanni c’è il rifugio di Lucca, lontano dalla famiglia, dal

talento e dal cancro. Per Margherita la carriera televisiva a Milano,

nella solitudine di una bellezza persa e ritrovata con l’ossessione di

un figlio che non arriva.

Per entrambi c’è la vita, che invecchia i sogni di un’amara

consapevolezza: per parlare a ragion veduta dell’amore, bisogna averlo

perduto per sempre.

 

Comincia da piccoli, nelle lunghe estati di un’assolata Versilia,

chiacchierando divisi dalla siepe di bossi al confine dei giardini

delle loro ville, la lunga storia che lega Giovanni e Margherita in

un’amicizia sempre a un passo dall’amore. Un amore rimandato, forse,

che riappare come una promessa da dimenticare negli incontri

sporadici, casuali o voluti in cui si ritrovano ogni volta cambiati da

adulti. Tra un incontro e l’altro c’è la vita, ci sono gli amori

sbagliati – ma tutti lo diventano, prima o poi –, c’è il ricordo

indicibile del pomeriggio in cui Giovanni scoprì Margherita fare

l’amore con suo fratello maggiore Lorenzo.

Da allora Giovanni si sente figlio unico, e la sua unicità – a partire

dalla melanconia che riveste di romanticismo le parole e le bellezza

del suo mondo di poesie soltanto pensate – lo perseguita nelle

aspettative incalzanti degli altri, intimoriti dall’imprevedibilità

del suo sguardo quasi verde. Figlio di un famoso pianista,

sopravvissuto a un cancro al cervello da cui guarisce a soli nove

anni, dopo l’Università decide di girare le spalle al talento e a un

promettente futuro per aprire una libreria a Lucca. Si innamora di

Pilar, una misteriosa ragazza spagnola, dalla quale ha una figlia, ma

scopre lo scacco dell’infelicità tradendola proprio con la maestra

della bambina. Incinta per la seconda volta, sempre più insofferente

alla mancanza di ambizioni del marito, quando perde tragicamente il

figlio all’ultimo mese di gravidanza, Pilar scappa con la figlia in

Spagna. Per Giovanni ha inizio una lunga ricerca sulle tracce di Pilar

e Consuelo che lo conduce in Spagna a conoscere il fratello

immaginario della figlia, quel Sebastiano che non è mai nato ma lei ha

saputo riconoscere nella terza metà del cielo.

Per Margherita la vita è più facile, lei ha un piano preciso e nulla

sembra distoglierla dal miraggio del successo. Vorrebbe diventare

un’inviata, diventa una famosa conduttrice televisiva. E poco importa

che sia insoddisfatta di un matrimonio di solido squallore con un uomo

che la adora senza riserve dall’alto di una stolidità che lei sfida

rubandogli i regali che le porta a casa, che passi i giovedì

pomeriggio a letto con uno scrittore invasato di se stesso e che la

morte del padre la rigetti in un passato in cui rivede i suoi genitori

alleati in una felicità da cui è esclusa. Finché non scopre di non

potere avere figli, Margherita crede di trovarsi sulla strada vincente

del proprio destino.

Infierire su se stessa, demolire l’immagine adorata dal marito che ha

smesso di amarla e l’ha lasciata: alla mercè delle proprie ossessioni,

Margherita ingrassa a dismisura. Solo grazie all’incontro con Vittorio

Congedo, un eccentrico dietologo di cui diviene amante, Margherita

si riscopre in una nuova bellezza, frutto della sua volontà,

finalmente consapevole di aver sbagliato tutto.

Hanno superato i quarant’anni, quando Giovanni e Margherita si

incontrano in una tarda mattinata lucchese. Hanno smesso di parlare

d’amore, le parole non valgono più. Hanno capito che là, dove si

interrompono i ricordi e la vita azzera i conti in sospeso, ci sono i

miracoli sbagliati – la loro invenzione di quand’erano piccoli –, ma

poi la vita torna di nuovo a essere lunga, troppo per non dimenticare,

non abbastanza per non cadere vittima di un altro passato. Come in una

canzone perduta scritta da Chet Baker con il padre di Giovanni, la

risposta è racchiusa in un titolo in attesa della sua vera musica:

solo dove tu mi sai.

 

Sebastiano Mondadori è nato a Milano nel 1970. Vive a Lucca, dove ha fondato e dirige la Scuola di Scrittura Creativa Barnabooth. Ha scritto Gli anni incompiuti (2001 – Premio Kihlgren, Premio Rhegium Julii, Premio Fortunato Seminara, Premio Meda), Sarai così bellissima (2002), Come Lara e Talita (2003), tutti per Marsilio, La commedia umana. Conversazioni con Mario Monicelli (il Saggiatore 2005 – Efebo d’Oro come miglior libro di cinema dell’anno per il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani), L’importanza delle pulizie (Trasciatti 2008), Un anno fa domani (Instar Libri 2009 – selezionato per il Premio Strega 2010), Balliamoci sopra. Sbandate letterarie (ZonaFranca 2010), e ha curato le antologie Barnabooth Una lunga novità (Trasciatti 2009), 15meno1 (ZonaFranca 2011) e Salsicce e rapine (Del Bucchia 2012). Consulente editoriale di diverse case editrici, ha collaborato con «Nuovi Argomenti», «Io Donna», «Sette» e «l’Unità».

 

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