300 – Berardi e Milazzo – Adah (Ken Parker)

adah_kenparker cover

 

 

 “Non c’era arroganza nel suo sguardo. Se mai, la dolorosa partecipazione di chi ha vissuto i momenti drammatici della vita e riesce ancora ad amarla”.

(Adah)

 

 

berardi e molazzoQuando Ken Parker esordì in edicola con l’albo Lungo fucile, molti lettori furono consci di trovarsi tra le mani qualcosa che non si era mai visto, qualcosa che non avevano mai letto tra le pagine di Tex, Diabolik o Zagor e se vogliamo anche negli albi d’oltreoceano. Nelle pagine di Lungo Fucile e in quelle degli albi successivi stava avvenendo una vera e propria rivoluzione, quella stessa rivoluzione che metterà le sue solide radici nei favolosi anni ’80, vedendo  sbocciare il meglio degli autori italiani e stranieri e che cambierà definitivamente il mondo dei fumetti almeno fino all’arrivo del fenomeno manga.

Ken Parker è stato uno dei protagonisti assoluti di questa rivoluzione. C’è stato un momento in cui storie come Chemako, Lily e il Cacciatore, Diritto e rovescio hanno rappresentato quanto di meglio fosse presente nel panorama fumettistico italiano. Compravi Ken Parker e lo leggevi con la convinzione di leggere il fumetto più bello del mondo. Sensazioni che si possono avere leggendo V per Vendetta, Calvin and Hobbes o Il ritorno del cavaliere oscuro, tutte opere rivoluzionarie uscite nel decennio degli ’80. E di questo decennio fa parte anche Adah, uno dei capolavori della serie “Ken Parker”, una di quelle storie che ti fanno pensare a Giancarlo Berardi sceneggiatore e Ivo Milazzo disegnatore come la miglior coppia fumettistica di sempre, superiore perfino a Stan Lee e Jack Kirby. Nel 1987 (a cinque anni dall’uscita regolare edita dalla Sergio Bonelli) il gruppo editoriale LoVecchio ristampa Adah in un volume cartonato di grande formato che rende giustizia a questo capolavoro, perché Adah è una storia per molti versi unica. In quasi cento pagine di storia il personaggio protagonista non c’è, è semplicemente assente dalle vignette, fino a quando non compare nelle ultime venti pagine dell’albo. Un albo che ha in Adah l’unica è sola protagonista.adah avola_originale

Nelle prime settanta tavole Adah racconta la sua vita: nata e cresciuta in una famiglia di schiavi “privilegiati” in quanto figlia non dichiarata del suo padrone bianco, Adah cresce in un clima di violenza e voglia di libertà fino allo scoppio della guerra civile che ne sancirà il distacco dalla famiglia, percorrendo una strada fatta d’amore e prostituzione fino all’incontro con Ken Parker annesso a ruolo di comparsa ma che le darà il coraggio e la voglia di cambiare e continuare ad amare la vita.

kp2Un albo unico, quindi, fatto di sequenze e parole toccanti, vero come la sincerità con cui è raccontato, profondo come l’umanità della sua stessa protagonista. Mai si era visto il personaggio titolare di una serie essere “messo da parte” per quasi tutta la storia, eppure la sua assenza non si avverte perché leggere Adah è come leggere un romanzo storico che affonda le sue radici nella letteratura americana di Nell Kimball e del suo Memorie di una maitresse americana e di Ambrose Bierce spesso citato nelle storie di Ken Parker. Ma Adah è anche il prodigioso equilibrio letterario-artistico della migliore coppia di autori del fumetto italiano: Giancarlo Berardi raggiunge, in questa storia, uno dei vertici della sua carriera di sceneggiatore, una storia in cui ogni parola si sposa perfettamente con i disegni di Ivo Milazzo (che in questo caso spesso dipinge le sue vignette di un raffinato gusto retrò) che, inutile ribadirlo, raggiungono vette d’espressività raramente viste in un genere come il western ritenuto popolare e maschile. Invece qui, come accadrà spesso nelle avventure del biondo antieroe, la donna assume il ruolo principale, con la sua determinazione, i suoi sogni e la voglia di realizzarli. Ed è singolare che in una vita fatta di sfruttamento maschilista, Adah si lasci aiutare da un uomo a cui finalmente può concedersi e concedere un breve ma intenso atto di vero amore.Del resto Adah e Ken sono due volti di una stessa medaglia: nel loro passato c’è grande sofferenza, nel loro futuro solo la voglia di libertà.kp

Leggere Ken Parker è un’esperienza unica; è un lasciarsi coinvolgere in un continuo tripudio d’emozioni e citazioni colte. E la storia di Adah a distanza di ben trent’anni conserva inalterate quella carica emotiva ed espressiva che i due autori sono riusciti a trasmettere durante tutto l’arco del loro sodalizio artistico. Una volta separati, non sono mai più riusciti a eguagliare simili livelli, quasi a dimostrare l’impossibilità d’esprimersi separatamente. I testi di Berardi erano fatti per i disegni di Milazzo e viceversa.

Adah e le loro opere sono sempre tra gli scaffali delle librerie a testimoniarcelo.

 

Altre edizioni: il libro consigliatovi è di facile reperibilità. Non si sono accalcati per comprare questo capolavoro. Tuttavia nelle fumetterie si trova la ristampa dell’albo a opera della Panini Comics nella collana Ken Parker Collection n. 23 un albo uscito per il 30° anniversario in cui vengono raccolte e commentate dallo stesso Berardi tre delle migliori storie di Ken tra cui Adah. Inoltre potete sempre leggere Adah nella sua edizione originale (collana Ken Parker n. 46 1882, edizioni Cepim) e nella ristampa realizzata in proprio dai due autori (Ken Parker serie oro n. 46, 1993).

 

 

 

 

 

 

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