Almanacco del West – 2013

Con due giorni di anticipo sulla data annunciata si può già trovare in edicola l’Alamanacco del West 2013. Come gli altri Almanacchi – Paura, Giallo, Fantascienza, Avventura e Mistero, a cadenza bimestrale – è un appuntamento imperdibile. A maggior ragione, questo del West, risulta un prodotto unico nel panorama italiano. Un prodotto che può colmare quei desideri di frontiera presenti in ogni buon lettore. Una finestra aperta sull’Ovest polveroso e avventuroso nel senso più ampio che non si limita a raccontare ma contestualizza-attualizzando le tematiche tanto care agli amanti del genere rendendole così sincere e interessanti da essere affascinanti anche a chi del western non è mai importato niente.

Proprio come succede per Django Unchained, nelle sale quasi in concomitanza con l’uscita di questo volume, infatti chiunque spenda per L’Alamanacco non rimarrà deluso.

django_unchained

Proprio del film di Tarantino parla Maurizio Colombo nella sua consueta rubrica dei film – scritta, per ovvie ragioni editoriali, molto prima dell’uscita nelle sale della pellicola -, annunciandone il successo che sta avendo e rivelando ante diem citazioni possibili e riferimenti dallo Spaghetti Western ai film Blaxploitation, dimostrandosi cinematograficamente dotto e sgamato come sempre. Sempre Colombo ci racconta di John Sturges, regista di western movies poco ricordato ma che, in effetti scorrendo il suo curriculum ha lasciato una traccia nelle piste dell’ovest. Luca Crovi

(che vediamo in una foto qui accanto con il suo libro di prossima uscita, 31 gennaio, in mano), da par suo, ci segnala alcune chicche letterarie che tanto faranno piacere ai lettori di questo blog. E’ ancor meno facile, infatti, che si dia fiducia a storie del genere nell’editoria di quanto già scarsamente accade nella cinematografia. le rubriche sono completate dalle altre rassegne che riguardano fumetti, videogames e telefilm dell’anno. 

Commovente è L’editoriale di Graziano Frediani. Riferendosi all’articolo di Giuseppe Lippi su Rin Tin Tin, ci mostra la sua canina Nina come gesto d’affetto e come conferma di quanto detto in precedenza: il classico e l’attualità, il dinamico e l’indelebile si mischiano tra le pagine della rivista per divertire istruendo. Di Frediani è anche l’articolo che richiama una pista nella memoria o, nei più giovani, regala un pop-up culturale che indubbiamente ha segnato generazioni. L’articolo parla dei giovani guerrieri nell’epopea del fumetto tiene come araldo quel Ciuffetto Rosso uscito dalla penna di Sergio Bonelli sotto l’insolito e furbo pseudonimo di Annalisa Macchi.

In mezzo agli interessanti pezzi di giornalismo affiora una storia a fumetti di Tex Willer, scritta da Mauro Boselli – principale sceneggiatore e curatore della testata  – e disegnata dal creatore grafico di Dago, Carlos Gomez. Per la trama de La pista dei fuorilegge   vi lasciamo l’incognita della lettura: i nomi degli autori parlano da soli per stuzzicare la curiosità.

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