300: Alex Raymond – Flash Gordon

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“È un piacere vedervi Gordon! Vi credevamo morti!..”3_raymondalexphoto6 copia

 

“Mai, finché avremo amici come voi pronti ad aiutarci!”

(dialogo tra re Barin e Flash Gordon)

 

Su un personaggio come Flash Gordon si è scritto e detto di tutto. E uno di quei personaggi che, come Charlie Brown, Tex o Asterix, non ha certo bisogno di presentazioni. E come a questi personaggi, anche al biondo eroe creato nel 1934 da Alex Raymond non pochi libri sono stati dedicati nel nostro Paese. Volumi cartonati, brossurati, tascabili, allegati ai più noti quotidiani, edizioni amatoriali… insomma quanto basta affinché Gordon resista al passare degli anni e non smetta di essere amato dai più nostalgici e riscoperto dalle nuove generazioni, grazie anche ai  “remake fumettistici”.

Vista l’importanza del personaggio e soprattutto del suo autore, non sarà questa l’unica occasione in cui parlerò dell’eroe che ha fatto sognare la generazione della “golden age” americana.

Il volume “Flash Gordon” edito da Rizzoli merita davvero un posto di rilievo nella nostra biblioteca. Le ragioni sono molteplici: il formato a bandiera rispettoso delle tavole domenicali americane (e non quindi gli odiosi montaggi eseguiti per alcune edizioni italiane degli anni ’70), la bellissima introduzione di Pierre Couperie e Édouard François che analizza le varie fasi dello stile raymondiano, la bellissima stampa a colori con effetto retinato stile retró e naturalmente la grande qualità dell’opera che racchiude tre storie significative della saga di Gordon.

Aprire questo libro vuol dire essere immediatamente catapultati nell’universo di Flash Gordon. Siamo letteralmente immersi nella città sottomarina di Coralia, governata dalla bellissima regina Undina che vuole trasformare Gordon in un essere che come lei può unicamente respirare sott’acqua, nella prima storia del volume Il mare del mistero. Subito dopo vediamo l’eroe in compagnia della sua fedele fidanzata Dale Arden e del suo compagno di ventura il dottor Zarro, protagonista di una storia dal gusto puramente fantasy, Verso l’ignoto, in cui il terzetto si ritrova in una foresta a combattere contro delle creature a metà tra il fantastico e il preistorico.gordon-classic-image

Nell’ultima storia, Il re della foresta, Flash, Dale e Zarro raggiungono Aurora, la città in cui regnano il re Barin e la regina Aura, amici di Gordon e come lui acerrimi nemici del perfido Ming, imperatore del pianeta Mongo che ivano cerca di catturarli. Inizio col dire che il nemico numero uno di Gordon, Ming appunto, appare fugacemente in qualche vignetta,  nonostante la sua malvagità sia sempre avvertita dall’eroe (e dal lettore). Il che rende ancora più bello questo volume, in cui Raymond è abilissimo a far ruotare le storie unicamente intorno a Gordon e ai suoi comprimari liberando la sua fantasia creativa in una serie di personaggi e creature davvero memorabili: oltre la regina Undina vanno ricordati, almeno, il futuro re Tritone, il malvagio Plutone, gli Uomini Zanna, gli Uomini Scimmia, per non parlare di alcune bizzarre creature come gli scoiattoli volanti e l’elefante a due proboscidi. Ovviamente non mancano tutti gli ingredienti che hanno reso Flash Gordon il più celebre eroe dei fumetti: le bellissime regine intenzionate a conquistare Flash e che per questo finiscono con l’ingelosire Dale Arden, le sequenze d’azione sempre magistralmente orchestrare (su tutte, la battaglia nelle foreste con gli uomini scimmia, debitrice al Tarzan di Hal Foster) e le scenografie sempre cariche d’atmosfera in cui vengono perfettamente fuse fantascienza e preistoria.gordon-tav-1

Ma quello che contraddistingue Flash Gordon da qualsiasi personaggio è sicuramente il disegno del suo autore, da molti considerato il più grande disegnatore di genere avventuroso. In queste storie assistiamo al periodo “barocco” di Raymond. Se, nell’esordio delle avventure di Gordon, il tratto peccava per rigidità e linearità, in queste storie vediamo un grande realismo unito a un costante uso del tratteggio che quasi delinea le figure, riuscendo a rendere luoghi, oggetti e persone con una plasticità e dinamicità del tutto nuovi per l’epoca e che stupiscono ancora oggi; così come stupisce la plasticità “michelangiolesca” del corpo umano che Raymond regala ai suoi personaggi. Notiamo ancora l’accuratezza nella resa dei costumi (occhio al panneggio dei mantelli), dei razzi (molto più eleganti rispetto agli inizi) e delle architetture, un’accuratezza che si distacca nettamente dalle ingenuità iniziali per fondersi perfettamente con uno stile che troverà il suo punto di massima espressione con le avventure di Gordon nel regno di Frigia. Ma di questo parleremo prossimamente.gordon-tav-2

Un volume che le nuove generazioni di lettori (e autori) dovrebbero possedere. Io custodisco gelosamente la mia copia fin da quando mi fu regalato nel lontano 1989. Sfogliandolo mi si aprì un mondo del tutto nuovo: scoprii un grande personaggio, conobbi un artista per molti versi unico e soprattutto  giurai al fumetto amore eterno. Altre edizioni: non è difficile trovare queste storie nelle varie fiere del fumetto, su internet o nelle fumetterie più fornite. Sicuramente 3 sono le edizioni da tener d’occhio: La prima risale al 1972, ad opera di Garzanti, con le tre storie in questione in un bel volume in bianco e nero, cartonato con cofanetto contenitore. La seconda è ad opera del Club anni ’30 del 1976  che ristampò in volumi cartonati tutto il Gordon di Raymond, utilizzando il materiale tratto dalle patinate originali; tuttavia la sua reperibilità è più limitata e il suo costo più alto. La terza, forse la migliore, è quella realizzata all’inizio degli anni ’90 dalla casa editrice Comic Art, con una stampa che riprendeva le vecchie patinate originali, carta eccellente e veste grafica di tutto rispetto. Le storie in questione furono pubblicate nella collana “Special Mongo” n. 64, 65 e 73. Delle stesse fu fatta un ‘edizione economica per le edicole.

Sconsiglio la riedizione ad opera dei Fratelli Spada negli anni ’70: non solo perché contiene tavole domenicali rimontate (e su questo potremmo anche soprassedere) ma perché le stesse vignette  di Raymond vengono addirittura adattate al formato dell’edizione grazie all’intervento di artisti esterni… beh, questo proprio non si può perdonare. Inoltre la stampa è davvero di pessima qualità.

 

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