Almanacco del mistero 2013

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È ogni volta stupefacente  la cura e la passione di un prodotto seriale, di una rivista bimestrale che, pur seguendo dei  generi – e come genere si intente un particolare tipo di storytelling che segue dei canoni, solitamente popolari –, evade e rientra in essi con grazia, finezza ed estro. La Sergio Bonelli Editore può vantarsi di distribuire un format di informazione completamente libero da doveri pubblicitari. Significa che i contenuti sono a discrezione della curatela e quindi non veicolanti in direzioni consumistiche o politiche. Il solo scopo di questa collana di libri è divertire informando. Dopo più di cento numeri – di cui un venti per cento di numeri del ‘mistero’ –  si potrebbero considerare esauriti gli argomenti da trattare? Niente affatto! L’appeal generato dalla freschezza di idee degli scrittori e dei redattori sarà calato? Per niente! Chi è un abituale lettore di questa testata si reca in edicola e lo compra pensando: se è bello almeno la meta di quello precedente ho fatto un grande acquisto… Poi lo si legge e la sindrome da ‘sabato del villaggio’ non si manifesta: lo si aspetta, lo si legge, lo si gusta e ne rimaniamo soddisfatti, gratificati. All’inizio di ogni numero ci sono le rassegne letterarie, cinematografiche, fumettose e di videogames dell’anno. Per i contenuti giornalistici in essi – e per la vis narrativa con cui sono scritti – l’oggetto merita molto più del suo valore.

Mistero 2013: stessa cosa, Almanacco imperdibile. Dopo rubriche fisse sopracitate, intervallati da una storia a fumetti – in questo caso una di Martin Mystere –,  ci sono dossier e articoli.alm_mist_0026_g

Giuseppe Lippi  ci racconta la partogenesi del capolavoro per l’infanzia Il mago di Oz sviscerando l’argomento e regalandoci alcune chicche e alcuni retroscena che delineano, oltre la poetica della storia, anche il carattere dell’autore che – senza svelare di più a chi leggerà l’Almanacco – dire complesso è dire poco (visto l’ossimoro ideologico tra la sensibilità dell’opera e la visione politica dello scrittore).

stregheMozzafiatanti le illustrazioni del maestro Aldo Di Gennaro. In particolare la rappresentazione del boscaiolo di latta che piange per degli insetti morti, riverti nei suoi palmi aperti: le lacrime arrugginiscono la sua scorza mentre scendono e nei suoi occhi è racchiuso il senso non solo dell’intera favola, ma anche dell’articolo. Come spesso avviene, i disegni dell’artista evocano e commuovono .

Nel mondo dei sogni – e non solo – ci porta Gianmaria Contro affrescando un itinerario onirico che va dal significato dei sogni nella psicanalisi a – punto focale di tutto il testo – Little Nemo in Slumberland, capolavoro letterario di Winsor McCay pubblicato in strisce per la prima volta dall’Herald Tribune.

Jodo, per gli amici. Con la sua inestinguibile ironia – e con il suo piglio che renderebbe affascinante qualsiasi articolo – Maurizio Colombo ci svela i segreti genio celati dietro il poliedrico Alejandro Jodorowsky, regista, fumettaro, scrittore, stregone e tante altre cose. Colombo racconta eruditamente e sprizza interesse in ogni virgola scritta, permettendo, a chi legge il suo articolo, di appassionarsi  e di prendere la sua stessa prospettiva. Trasmette interesse verso lo psicomago, così è definito Jodo,  narrandone tecniche e ambizioni costruendone una biografia artistica costituita di aspetti tecnici ed emozionali simbolo, appunto, di empatia appassionata e professionale. Chiunque dopo aver letto questo dotto resoconto non potrà fare a meno di conoscere le opere del maestro visivo e spirituale Alejandro Jodorowsky.

 

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