300: Gino D’Antonio – Guerrieri del West

“Bello ma perché t’arrabbi tanto?”

“Mi arrabbio perché non so se ne vale la pena di lavorare per costruire questo paese… la solita gentaglia rozza e brutale… dopo questa gentaglia seguirà un’altra specie di ladri, con belle maniere e camicia pulita…”

“Non ti piace il mondo in cui viviamo bello? Neppure a me… ma ho smesso di arrabbiarmi da un sacco di tempo.”

“Beh… Io no.”

(Dialogo tra Bill Adams e un’entreneuse)

Ecco un bellissimo libro che non può mancare in una biblioteca a fumetti.

E dico questo per tre validissime ragioni: la prima riguarda il suo autore, Gino D’antonio, artista completo tra i migliori al mondo. La seconda riguarda l’importanza dell’opera, la Storia del West, una delle saghe a fumetti più belle e importanti nel panorama del fumetto italiano. La terza, per la bella edizione realizzata dalla Sonzogno e curata da Decio Canzio al tempo direttore generale della Sergio Bonelli Editore nonché sceneggiatore di personaggi come Il piccolo Ranger, Zagor e Tex. In questo volume cartonato, di grande formato, vengono racchiuse due delle migliori avventure della saga creata dall’artista milanese, che di quest’imponente opera ne è il creatore a pieno merito avendo scritto tutti i 73 episodi, realizzato tutte le copertine degli albi e buona parte dei disegni, alternandosi con Renzo Calegari (solo nella fase iniziale), Renato Polese e Sergio Tarquinio. D’Antonio ci racconta il west partendo dalla nota spedizione di Lewis e Clark nel 1804, per arrivare al 1890, l’anno della grande corsa per conquistare la terra in Oklahoma, che segna la fine dell’epopea della frontiera. Nel raccontarlo si affida a una meticolosa documentazione storica, facendoci vivere  tutti gli avvenimenti più importanti attraverso gli occhi di una fittizia generazione familiare: i McDonald. E lo fa senza mai cadere nella trappola del fumetto a sfondo documentaristico, bensì usando uno stile narrativo che, lasciandosi alle spalle i vari Tex Willer e compagni, apre la strada a un nuovo modo di fare e concepire il fumetto, una strada che autori del calibro di Berardi e Milazzo terranno ben presente.

Nel primo episodio intitolato Il grande fiume, D’Antonio narra la storia di Tecumseh della tribù dei Shawnee, in cui il più grande statista della storia dei nativi americani incontra Brett McDonald, il primo della famiglia a mettere piede in America. Insieme cercheranno di evitare la sconfitta degli Shawnee nella famosa battaglia di Tippecanoe (1811). Già dalle prime tavole è evidente lo stile che contraddistinguerà l’artista nella sua carriera: ottima sintesi nel disegno, espressioni e caratterizzazioni curate e un talento notevole nella sequenzialità delle scene, in cui spiccano la voglia del cambiamento di Tecumseh e la rabbia del popolo Shawnee nella battaglia di Tippecanoe, che l’artista orchestra magistralmente grazie alla sua abilità compositiva e narrativa. Abilità che ritorna ancora di più nella seconda storia, Giorno di Gloria, in cui la sintesi di Gino D’Antonio arriva alla sua piena maturità artistica ed espressiva. Infatti nel dare la sua versione dei fatti sulla battaglia di Little Big Horn, l’artista racconta con una maggiore libertà creativa, eliminando gran parte delle gabbie e dando così più spessore alla dinamicità della vicenda, in cui vediamo il figlio adottivo di Pat McDonald (figlio di Brett), Bill Adams, incontrare George Armstrong Custer proprio alla vigilia della sanguinosa battaglia in cui il discusso generale perderà la vita insieme al suo reggimento. Figure ben delineate, volti perfettamente tratteggiati, sequenze degne dei migliori film western a cui  siamo abituati, sono l’ingrediente vincente della Storia del West, che ci offre un punto di vista storico, in cui l’artista spesso prende la posizione degli indiani ben prima della rivalutazione che questo nobile popolo otterrà dal cinema negli anni’70 (Correva l’anno 1967 quando uscì il primo numero della Storia del West). La storia di Tecumseh ne è la prova evidente. Inoltre lo stesso D’Antonio curerà la bellissima parte didattica del libro, con tre lunghe prefazioni che l’artista scrive di suo pugno per collegare le due storie scelte per questo bellissimo volume e per invogliare il lettore a una maggiore conoscenza della realtà. La Storia del West di Gino D’Antonio dovrebbe essere letta per intero. Anzi, credo che dovrebbe essere studiata nelle scuole, perché in essa si fondono elementi artistici e narrativi che sono un inno alla pace, contro il razzismo, alla conquista della libertà e alla storia di un paese contraddittorio raccontata con puntiglio critico ma anche con una grande partecipazione emotiva. Caratteristiche che di solito rendono grande un fumetto.

Lo stesso Sergio Bonelli, editore della serie, spesso affermava che l’opera di Gino D’Antonio era una delle cose da lui prodotte di cui più andava fiero. Parlando con il noto editore un anno prima della sua scomparsa, a proposito della capacità di D’Antonio di mischiare realtà e finzione mi ebbe a dire: Ho sempre ammirato e invidiato questa sua grande capacità. Aveva un equilibrio davvero invidiabile”. E sempre parlando dell’artista milanese: Gino D’Antonio è morto da tre anni e nessuno se ne ricorda più. La nostra categoria non lascia impronte così pesanti da essere ricordati”.E artisti come D’Antonio sicuramente non nascono ogni giorno.

Altre edizioni: Proprio in questi giorni, la Storia del West sta uscendo in edicola in albi cartonati allegati al quotidiano Il sole 24 ore. È un’occasione per leggere questo capolavoro. Anche le edizioni IF hanno ristampato l’intera saga in cui potrete trovare le due avventure ristampate nell’originale bianco e nero.

Nella ristampa della saga ad opera della Sergio Bonelli editore, la storia Il grande fiume viene ripubblicata sul numero 3 con il titolo La grande vallata, con un prologo di 21 tavole voluto e scritto dallo stesso D’Antonio e disegnato da Renato Polese che comunque nulla toglie o aggiunge alla bellezza della storia originale.

Brutta l’edizione dell’intera saga da parte della casa editrice hobbistica Hobby & Work, che ristampò l’opera in volumi brossurati di grande formato con una pessima carta e qualità di stampa.

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