Moreno racconta… Il soggetto

Inauguriamo questa nuova parte del blog pubblicando una serie di articoli scritti dal docente di sceneggiatura di fumetti della scuola Barnabooth, Moreno Burattini.

Moreno, oltre che essere uno sceneggiatore esperto che spazia dall’umoristico (Lupo Alberto, Cattivik) al drammatico avventuroso (è il principale sceneggiatore di Zagor), svolge per la Sergio bonelli Editore il lavoro di editor in quanto curatore (cioè quello che decide le sorti della testata) della collana Zenith, contenitore che da quasi sempre ormai contiene Zagor.

La prima parte del titolo di questa rubrica strizza l’occhio a una delle più belle storie di Zagor. Le sue parole che qua seguiranno saranno consigli e piccole lezioni che saranno approfonditi e sviscerati davanti a coloro che avranno la fortuna di assistere alle sue lezioni. A te, Moreno!

Mi è capitato più volte di parlare dei soggetti che sono alla base delle
sceneggiature dei fumetti, e del lavoro
che c’è dietro
alla nascita di una storia. Ho accennato alle tante proposte
che  arrivano sulla mia scrivania da parte di aspiranti autori, e ho dato dei
consigli
sul modo migliore di confezionarne
una. Ho anche scherzato su quelli che, alla fine, il mio mestiere cominciano a farlo
davvero e sulla vita che li attende. A forza di tornare sull’argomento, in più
di uno mi hanno chiesto di pubblicare un mio soggetto, per vedere praticamente
com’è che li scrivo. Così, ecco qua un esempio scelto fra quelli più brevi, in modo
che chi vuole possa davvero leggerlo dall’inizio alla fine riuscendo a capirci
qualcosa anche senza aver letto gli albi di Zagor che ne sono venuti fuori. Si
tratta della storia pubblicata sotto il titolo di “Giustizia sommaria“,
sugli Zagor Zenith 512 (dicembre 2003) e 523 (gennaio 2004), 136 tavole
illustrate da Roberto D’Arcangelo. Non credo sia un’avventura
particolarmente significativa, ma appunto per questo può servire meglio a
dimostrare qual è lo standard di un racconto di “ordinaria amministrazione”. In
questo caso, dovendo far approvare il soggetto in redazione, ho scritto un testo
abbastanza ben definito (a mio avviso, migliorato dallo sviluppo in
sceneggiatura); oggi,  scrivo delle tracce molto più essenziali dato che ho
acquisito una certa autonomia. Buona lettura!

GIUSTIZIA SOMMARIA
Soggetto per Zagor
di Moreno Burattini
Derry è un piccolo borgo cresciuto in pochi anni grazie al continuo afflusso di pionieri in cerca di nuove terre. La sua popolazione è eterogenea: famiglie giunte da ogni nazione europea con i flussi migratori che continuavano a trasferire gente in cerca di fortuna dal Vecchio Continente al Nuovo Mondo. Come accadeva in molti nuclei abitati di recente formazione, l’amministrazione statale non aveva ancora provveduto a crearvi le sue strutture periferiche: niente sindaco, niente telegrafo, niente sceriffo, almeno per il momento. I coloni di Derry si amministrano da soli, con assemblee pubbliche spesso dominate dall’irrazionalità.
Quando Zagor e Cico vi giungono per caso, una di queste assemblee è in corso: i più facinorosi tra i coloni stanno incitando la popolazione al linciaggio. Infatti, quattro o cinque bambini di Derry, nei precedenti mesi, sono scomparsi: l’ultimo rapimento è avvenuto il giorno prima.
I sospetti di tutti sono puntati su una donna di origine ungherese (chiamata Margit Veszi) che vive in una capanna fuori paese, accusata di essere una strega soprattutto perché è “strana” e non appartiene alla comunità, viene da fuori, parla un’altra lingua, ha costumi diversi. La donna avrebbe rapito i piccoli utilizzandoli come vittime per le sue oscure pratiche negromantiche e le sue messe nere col demonio.
Le famiglie dei piccoli scomparsi sono disperate, e i padri fomentano l’odio della gente contro la presunta strega. Una delle madri private del bambino, che chiameremo Shirley, non ha marito (è vedova): è la prima a cui è scomparso il figlio. E’ l’unica che assiste alla scena restando muta, come impietrita. Zagor la nota, e la giudica positivamente per come viva il suo dolore con dignità, in silenzio, senza incitare alla vendetta.
La gente di Derry decide di mettere la strega al rogo.  C’è soltanto uno degli abitanti, tale Fosbury, che si oppone a questo tipo di processo sommario: lui la conosce e la ritiene un tipo strano, è vero, ma incapace di fare del male. I sostenitori dell’accusa però prendono il sopravvento, picchiano Fosbury per metterlo a tacere e si dirigono verso la casa della presunta strega per ucciderla.
Zagor interviene per evitare il linciaggio, e ci riesce solo asserragliandosi con Fosbury e Cico all’interno della casa di Margit Veszi: da lì minacciano con le armi chiunque tenti di avvicinarsi con torce e forconi. Zagor perquisisce la casa, trovando oggetti a dir poco inquietanti: libri con simboli strani, accessori di magia nera, resti carbonizzati di animali. In più la Margit Veszi non collabora: sembra essere fuori di testa, pronuncia discorsi dal senso ambiguo, pieni di oscuri riferimenti e preoccupanti minacce. Si potrebbe sospettare che sia davvero una strega!
Fosbury continua a sostenere che la donna è così strana perchè ha subito numerosi shock: non ha mai accettato il trasferimento dalla sua terra natale al Nuovo Mondo, ha visto morire i genitori, eccetera. Gli indizi di pratiche negromantiche non dovevano confondere le idee: facevano parte della cultura originaria della donna, là in Ungheria, patria di molti zingari, certe cose sono comuni. Fosbury abita in una fattoria poco lontano e sua moglie ha spesso cercato di allacciare contatti con la povera donna sola e spaventata in un mondo ostile, e a volte c’è riuscita, vincendo la sua diffidenza, la difficoltà della lingua, il suo carattere scontroso.
La presunta strega, all’improvviso, cade come in trance e comincia a snocciolare frasi dal senso oscuro, ma che potrebbero essere indizi per ritrovare i bambini scomparsi. Il pericolo del linciaggio ha acuiti i sensi medianici che che donna possiede davvero. Non ha grandi poteri che vadano al di là di una vaga telepatia, ma fornisce a Zagor delle indicazioni per cominciare un’indagine.
Zagor parla agli abitanti di Derry: loro sono certo in gran numero e riusciranno prima o poi a catturare la donna, però in molti cadranno uccisi prima di riuscirci. Per evitare spargimenti di sangue, Zagor chiede un giorno di tempo per svolgere delle indagini e trovare i bambini scomparsi: se la sua inchiesta non darà frutti, la presunta strega sarà consegnata a chi la vuole uccidere. Gli abitanti di Derry che assediano la casa accettano. Fosbury e Cico restano a presidiare la costruzione, Zagor parte alla ricerca di indizi.
Intanto, attorno alla capanna, gli abitanti di Derry che stringono l’assedio sono molto nervosi e qualcuno comincia a chiedersi perchè attendere il ritorno di Zagor, dato che non ci sono dubbi sul fatto che l’ungherese sia la strega responsabile della scomparsa dei bambini. All’interno della costruzione, la donna, con gli occhi spiritati, fa strani riti magici evidentemente rivolti a danno degli assedianti. Cico guarda spaventato gli uomini fuori e la donna dentro e si chiede di chi debba avere più paura.
Le indagini di Zagor portano intanto sulle tracce di una banda di indiani: dalle oscure parole di Margit non si capisce che cosa c’entrino, ma potrebbero essere stati loro a rapire i bambini (a volte succedeva che i pellerossa lo facessero, o per farne schiavi, o per adottare dei figli dato che le tribù si spopolavano). Affrontati gli indiani (con uno scontro fisico, dato che i pellerossa, per un malinteso, non vogliono farsi avvicinare), Zagor riesce a interrogarli: costoro negano di sapere alcunchè dei bambini scomparsi.
Però, all’improvviso, uno degli indiani ricorda agli altri (e tutti lo ricordano) un episodio che li vide protagonisti, ma in senso positivo. Una donna bianca con un bambino erano finiti nel fiume, loro erano intervenuti per salvarli. Erano riusciti a evitare il peggio solo per la madre, il figlioletto era annegato. La donna era sconvolta, fuori di sè. Loro l’avevano lasciata sola con il suo dolore, a stringersi al petto il piccolo ormai morto. Dalla descrizione degli indiani, la donna è riconoscibile come Shirley, la vedova vista da Zagor a Derry.
Se dunque il figlio di Shirley è morto annegato, perchè la donna non l’ha detto? E che rapporto c’è fra questo fatto e la scomparsa degli altri piccoli? Zagor decide di raggiungere il più presto possibile la casa della vedova, che vive isolata in una fattoria fuori del paese. Lì, trova la donna completamente impazzita, che lo accoglie a fucilate per impedirgli di avvicinarsi alla casa. Lo Spirito con la Scure, naturalmente, riesce ad aver ragione della vedova e scopre il bandolo della matassa. Shirley, il cui equilibrio mentale era stato seriamente compromesso dalla morte del marito, era impazzita di dolore alla perdita del figlio. Incapace di arrendersi di fronte a quest’ultima scomparsa, aveva rapito uno a uno  quattro o cinque i figli degli altri abitanti di Derry, quasi per sostituire il proprio. I bambini erano tenuti prigionieri nella fattoria.
Zagor libera i bambini, che sono stati accuditi con ogni cura dalla folle, e li riporta verso Derry insieme a Shirley, che prima di lasciare la propria casa, tornata lucida per qualche minuto, si reca a piangere sul punto dove ha sepolto il figlioletto morto.
Ma Zagor torna a Derry appena in tempo: prima che l’ultimatum sia scaduto, gli assedianti rompono gli indugi: assaltano la capanna, mettono fuori gioco Fosbury e Cico, si impossessano di Margit Veszi e, sempre più convinti che si tratti di una strega, la portano nella piazza principale del paese. Costruita una pira attorno alle sue gambe, le danno fuoco!
Zagor giunge in città con i bambini liberato proprio mentre la donna si contorce fra le prime fiamme lanciando maledizioni. Con orrore, Zagor balza sulla pira e la strappa  al rogo mentre gli abiti già le prendono fuoco, gettandola in un abbeveratoio. Quindi, rabbioso, mostra a tutti i bambini ancora vivi, prova inequivocabile che l’ ungherese non era una strega nè era responsabile delle misteriose scomparse. Stavano per uccidere una innocente!  L’odio cieco e irrazionale degli abitanti di Derry non è diverso dalla follia della donna che, privata del marito e del figlio, ha rapito i bambini altrui!
Restituiti alle loro famiglie i bambini portati in salvo, Zagor sale con Margit sul carro di Fosbury: la donna deve essere portata da un medico. Con loro prende posto anche la folle Shirley, vigilata da Cico. Il carro se ne va, lasciando Derry sgomenta a riflettere sull’accaduto.
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