Ricorda il cinque novembre

Alla fine di Luccacomicsandgames è giusto fare una riflessione. Propio oggi, il cinque novembre è il giorno ricordato dal fumetto V for Vendetta  di Alan Moore e David Lloyd. Il cinque novembre è il giorno in cui Guy Fawkes tentò di far saltare il parlamanto inglese, il giono delle polveri. Il protagonista della storia a fumetti – da cui e poi stato tratto un film dalle tematiche un po’ meno forti -, nominato solamente e sempre come V, è un terrorista, si muove in uno pseudopresente fascista ed è critico tanto con le autorità quanto con gli uomini sottomessi, quelli che non sanno dire no.

“Cosi’ proprio non va, vero? E non serve dare la colpa del calo nel lavoro a una cattiva amministrazione… Anche se, in effetti l’amministrazione è pessima. Non usiamo eufemismi l’amministrazione è terribile. Abbiamo avuto una sfilza di malversatori, imbroglioni, bugiardi e maniaci che hanno preso una sfilza di decisioni catastrofiche. È un fatto assodato. Ma chi li ha eletti? Sei stato tu! Tu che hai nominato queste persone! Tu che hai dato loro il potere di prendere decisioni per te! Per quanto ammetto che si possa fare un errore una volta, fare gli stessi errori letali un secolo dopo l’altro mi sembra pura e semplice premeditazione. Hai incoraggiato questi incompetenti criminali che hanno ridotto a un inferno la tua vita lavorativa. Hai accettato i loro ordini senza sollevare dubbi. Hai permesso loro di riempire il tuo spazio di macchine pericolose. Dovevi soltanto dire NO! Non hai spina dorsale. Non hai orgoglio. Non sei più un elemento prezioso per l’azienda. Tuttavia sarò generoso. Ti saranno concessi due anni per mostrarmi un miglioramento. Se alla fine del periodo sarai ancora restio a fare tentativi… Sarai liquidato. Questo è tutto puoi tornare al tuo lavoro. Le trasmissioni saranno riprese al più presto possibile.”

Alan Moore ci dice, facendo recitare – grazie ai pennelli del suo collaboratore – un pezzo di vaudeville il suo protagonista, che, chi vive una vita che non gli appartiene prende parte a un vile cabaret. Un framento, in particolare, nella pièce in rima fotografa perfettamente lo stato d’animo di chi è costretto a qualcosa che non gli va:

“Chi non vuole soggiacere

dovrà indossare una guêpière

e ballare tutte le sere

in questo vile cabaret”.

A trent’anni dall’uscita di questo capolavoro letterario, le tematiche sono sempre attualissime. Banalmente chi ha partecipato agli incontri sia della parte comics che della parte games della manifestazione lucchese sopracitata si è accorto di una differenza abissale di professionalità, di competenza e di passione tra le due parti che – stando a quanto recita il nome del festival – dovrebbero essere paritarie. La parte games è una manifestazione internazionale di livello, durante la quale tutto funziona e gli autori e gli avventori hanno la sensazione di partecipare a qualcosa di grande e di unico e di organizzato. In questa parte si nota anche la presenza, non solo di giochi in scatola o di videogames o di sfilate di cosplay, ma anche della letteratura di genere e delle serie televisive e dell’illustrazione con la I maiuscola. Mentre nella sezione comics l’approssimazione, talvolta, addirittura offende maestri e case editrici che, fino all’avvento dei “games”, hanno fatto la fortuna e tenuto in piedi la kermesse permettendogli di raggiungere vette record di presenze come in questa edizione appena conclusa.

 

 

 

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